Convegno Nazionale ASSOSEX hotel mecenate Roma 4 dicembre 2012 dove già nel 2012 ci occupavamo di FEMMINICIDIO
Nota introduttiva di Emilio Magliano
Difendere le donne si, ma donne in difesa mai!
Cento donne uccise in italia in quest’anno hanno fatto coniare un nuovo termine: femminicidio. Un termine terribile e provocatorio che le stesse donne hanno voluto perche’ si oppone a omicidio; lessico maschile.
Una donna uccisa, nella maggioranza dei casi in famiglia, o dall’amante, o dal marito, o dal fidanzato, e comunque sempre da uomini, fa la differenza.
Uomini che odiano le donne, ma soprattutto una societa’ che ha compresso le energie negative dentro di se, invece che liberarsene; che le ha alienate invece che farsene carico, le ha rimosse ma non eliminate.
Esplosione di violenza contro le donne? Certo. Ma come effetto di una causa opposta. L’implosione. L’odio non è una categoria,un sentimento astratto. L’odio non è manco un sentimento, se no quando si presenta come interfaccia dell’amore.
In questo caso l’odio è un risentimento.
E un sentire la donna,( non in astratto ma nella concretezza della sua libera quotidianita’, come persona con corpo e sentimento, come altro in carne ed ossa con cui misurare la propria capacità di essere uomini, di amare, di vivere in relazione all’altro sesso), come nemica, o nella migliore delle ipotesi come avversaria
E’ tutto questo che in chi uccide, ma anche in chi picchia, sottomette, umilia, sfotte, denigra, ; in questo mare enorme ostile alla donna che si misura la depressione sociale nei rapporti umani.
In un contesto di degrado strutturale delle condizioni di vita etiche, economiche, politiche e sociali.
Non e’ questione di femminismo o antifemminismo, ma di una omofobia di ritorno,che si connota di razzismo, di xenofobia, di tutte le tossicità contemporanee ; un perimetro di disagio sociale ma anche psichico che si allarga a fasce sempre più estese e trova nella violenza contro la donna il più naturale e classico degli sfogatoi.
LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE COME PUNTA DI UN ICEBERG
Questo nostro convegno, pertanto assume in primis il significato di un attestato di solidarietà e di impegno a tutela delle donne e cioe’ di noi in parte. Perche’ la coppia è per meta al femminile.
E nel contempo, come sempre ci piace fare quando le situazioni sono talmente gravi che si punta al minimalismo, all’ “accontentiamoci di” preferiamo l’andare oltre e rivendichiamo il diritto delle donne non solo a non arretrare ma a dispiegare , come vele aperte sull’oceano,tutta la propria potenza, la propria volontà, passione, testardaggine nel voler uscire dalla secche dove qualcuno le vorrebbe restringere,per vivere sino in fondo, con cuore e anima, tutta la loro” carnalita’’ in quell’impeto di vita , in quell’impulso travolgente di sensualita’ e sessualità che “solo e sempre solo” ed esclusivamente appartiene a quel grande universo che sono le donne e che il presidente Mao consegnò alla poesia e alla storia definendole ”L’altra metà del cielo”.
Care amiche ed amici,
Era questa una premessa necessaria in un momento convulsivo come questo.
Una premessa dovuta per un convegno di una associazione che pone al centro del suo pensiero non la donna come oggetto, ma la donna come soggetto di una nuova grammatica, di una nuova sintassi che declina la liberta’ come se fosse un verbo: all’infinito. Ein questo auspicio diamo il nostro contributo affiche’ ogni donna possa guardare l’orizzonte della sua vita ed esclamare-come il sommo Ungaretti” M’illumino/d’immenso”
LA SESSUALITA’ ADOLESCENZIALE: UN DISAGIO CRESCENTE , DALLE BABY SQUILLO ALLE DISFUNZIONI ERETTILI MASCHILI !!! E’ GIUNTO IL MOMENTO CHE I GENITORI, MAGARI LIBERTINI NELLA LORO SESSUALITA’, ABBIANO IL CORAGGIO DI AFFRONTARE QUESTI TEMI IMPORTANTI
BABY SQUILLO. Avete presente? Tutto sembrava confinato a un pur sconvolgente, ma isolato, fatto di cronaca affiorato in questi periodi. Protagoniste due minorenni romane (rispettivamente di 15 e di 14 anni) che si prostituivano nello scantinato di un palazzo dei Parioli, il quartiere «vip» della capitale. Lo stesso dove si trova anche il liceo frequentato dalle due ragazzine entrambe di famiglia benestante, come per altro la maggior parte dei loro compagni. Ebbene, sono bastati pochi giorni perché le denunce di altri orrori dello stesso genere si moltiplicassero da un capo all’altro del Paese. All’Aquila, il vescovo ausiliare Giovanni D’Ercole ha reso pubblica la confidenza fattagli da un medico: «Monsignore, conosco diverse ragazzine anche sotto i 14 anni che si vendono per una ricarica telefonica». E’ di questi giorni la notizia del direttore del reparto pediatria dell’ospedale «Fatebenefratelli» di Milano che ha denunciato come in alcuni istituti del capoluogo lombardo ci sono delle adolescenti che si prostituiscono nei bagni della scuola in cambio di qualche «regalino». Gli stessi investigatori romani dell’operazione «Ninfa» – il nome in codice dell’inchiesta che ha già portato in carcere per sfruttamento della prostituzione minorile cinque persone compresa la madre di una delle due baby squillo dei Parioli – hanno esteso le indagini anche a Bologna e a Firenze. E se prendiamo in mano gli ultimi rapporti sulla prostituzione in Italia, scopriamo che, sì, la maggior parte delle 2.600 minorenni che si prostituiscono in Italia provengono dall’Est (in particolare Romania e Albania). Ma anche che sui social network sta crescendo a vista d’occhio il numero delle richieste e delle offerte di natura sessuale aventi a un capo del filo, appunto, dei minori italiani. Infatti, è proprio collegandosi con uno dei tanti siti online per incontri che ha avuto inizio la discesa all’inferno delle due ragazzine romane che, da allora, hanno cominciato a ricevere dai 2 ai 300 euro a prestazione sessuale. «Siamo ragazze esigenti. Vogliamo macchine, vestiti, cose griffate», ha raccontato una di loro ai magistrati. E se non fosse stato per l’altra madre delle due, che stanca di vedersi arrivare a casa la figlia agghindata con borse e scarpe di lusso un bel giorno ha deciso di rivolgersi ai carabinieri, lei e l’amica sarebbero ancora lì a ricevere le visite del «Cliente Marco, ore 5.30» o del «Cliente Augusto, ore 6» (dai messaggi registrati sui telefonini delle squillo bambine). Tutta gente di successo – avvocati, ingegneri, manager in trasferta per motivi di lavoro nella capitale – che spesso andava a prenderle direttamente all’uscita da scuola. Mentre i «protettori», anch’essi della «Roma bene», erano a loro volta prodighi di smancerie e di messaggini tipo «Il mio amico ha apprezzato molto la tua amichetta» e «Mi piaci, ti porto in barca».
Inutile dire che erano in molti a sapere. A cominciare dai compagni di scuola. Ed è proprio questo considerare tutto sommato «lecito» e «normale» prostituirsi a 13 o a 14 anni, questo vedere nella mercificazione del proprio corpo una «opportunità» da cogliere e sfruttare l’aspetto più sconvolgente e devastante di una tragedia fatta anche di droga, di video porno, di alcol e di discoteche che offrono l’ingresso gratis alle ragazzine minorenni purchè si mostrino «carine» con i clienti. Cominciamo a parlarne apertamente anche qui. Senza infingimenti e ipocrisie di sorta. Ovunque: in casa, a scuola, sui giornali, dove vi pare. Ma parliamone. E’ la prima, ma fondamentale, cosa che possiamo fare se davvero vogliamo bene ai nostri figli.
E’ chiaro che il discorso sulla sessualità in ambito familiare è per genitori e figli estremamente delicato. Secondo la dottoressa Giorgia Aloisio, psicologa e psicoterapeuta, sarebbe bene, che l’educazione sessuale venisse trattata da enti o persone non direttamente coinvolte in questo processo anche se, la sessualità non va vista come un argomento tecnico, esclusivo di specialisti esperti della materia, ma come una rilevante area dell’esistenza a livello affettivo e soprattutto fondamentale ai fini della costruzione della propria identità di uomini e di donne: un compito non da poco!
Senza dubbio, in questa fase della vita, i genitori, nucleo attivamente coinvolto nella rivoluzione adolescenziale, non sembrano essere il migliore, più neutrale interlocutore per il giovane: se è vero che educare rappresenta la migliore forma di prevenzione, questo compito può essere svolto anche da altri soggetti, come la scuola, il gruppo dei pari, i mezzi di informazione e comunicazione, il consultorio familiare.
Sempre più spesso, all’interno dell’orario scolastico, gli istituti propongono seminari introduttivi sul tema, e queste possono essere utili occasioni per i giovani in fase di formazione. In questi contesti, in cui non sono presenti legami familiari, gli adolescenti si sentono più liberi di parlare degli argomenti che più li interessano (la contraccezione, le trasformazioni corporee, le malattie a trasmissione sessuale, funzionamento dell’apparato riproduttivo) e possono confrontarsi con i coetanei condividendo con loro, almeno in parte, il modo di affrontare queste tematiche.
Le figure genitoriali possono essere attive in una educazione all’affettività con i loro gesti nei confronti dei figli e tra di loro, trasmettendo ai giovani un messaggio ottimistico relativo alla sessualità. Peraltro, di fronte a domande dirette dei figli è bene non fare orecchie da mercante, cercando invece di rispondere loro con naturalezza e serenità, senza entrare troppo nello specifico e magari consigliando i ragazzi in merito alle fonti da consultare, tentando per quanto possibile di creare un clima di comprensione e soprattutto non dimenticando come si è vissuta questa decisiva fase della propria esistenza.
L’adolescente e il giovane che, nella società attuale, sperimentano il senso di solitudine per una famiglia assente o problematica, si avvicinano precocemente alle prime esperienze sessuali, nella speranza di colmare i loro vuoti affettivi, utilizzando, a questo scopo, anche la realtà virtuale, finendo, però, con il vivere la sessualità in modo distorto, svuotato di emotività.
Il senso di insicurezza e la ricerca di consensi, uniti alla scarsa informazione sessuale, causano, non di rado, frustrazione e insuccessi, tanto che sono in aumento, proprio tra i giovani maschi, problemi quali l’eiaculazione precoce e la disfunzione erettile.
Problemi vissuti con tale vergogna e angoscia che li spingono a “inventare” incontri sessuali mai avvenuti o soddisfacenti, da raccontare orgogliosamente ai propri amici.
In questo panorama non dei più positivi, recenti ricerche hanno rilevato che gli adolescenti sentono il forte bisogno di informazione e ascolto su temi quali le malattie a trasmissione sessuale e la contraccezione, anche se i progetti di educazione sessuale promossi dalle scuole risultano generalmente piuttosto carenti.
La scarsa attenzione ai temi della sessualità, da parte delle figure educative di riferimento, ci spinge a riflettere sulla necessità di approfondire un dialogo con i giovani che li sostenga nel complesso percorso di scoperta della propria sessualità, “ripulendola” di pregiudizi e banalità, per viverla serenamente e nel rispetto dei propri tempi.
LOVELAB ROMA – NONOSTANTE TUTTO, UN GRANDE RISULTATO PER SOCIALITA’ E TEMI TRATTATI
Il mondo del porno, dell’hard, dell’erotismo, del sesso ha trovato un temporaneo regno romano nel Palacavicchi. Lo storico locale ha infatti ospitato il 5-6-7 luglio ‘Love Lab, la prima manifestazione nazionale officine della felicità world, viaggio nelle culture della trasgressione, dell’eros e dei diritti delle libertà individuali’.
La kermesse ha trasformato il Palacavicchi in una sorta di night club per adulti arricchito da un dichiarato intento sociale che è valso alla manifestazione il patrocinio del Comune di Roma. Gli slogan parte integrante di Love Lab erano infatti ‘Mai più violenza sulle donne’, ‘Sesso, amore e disabilità’ e ‘Omofobia, non si combatte facendo finta di niente’.
In occasione di questa manifestazione a luci rosse il Palacavicchi è stato diviso in due: da un lato la zona bianca e dall’altro la zona rossa. La parte bianca era riservata ad una mostra dal titolo ‘Il proibito nella storia dell’arte, il pornoerotismo attraverso poesia ed immagini’, ad alcuni stand di questo salone dell’erotismo e al palco principale per i dibattiti su ‘Gli stereotipi culturali che perpetuano la violenza verso le donne’, ‘Assistenza sessuale ai disabili. E’ una scelta’ e ‘Omo-transfobia e sessuofobia, due facce della stessa medaglia’? oltre ad ospitare spettacoli e concerti, come quello inaugurale dei Cugini di Campagna.
LoveLab Officine della felicità è stato un “viaggio nelle culture dell’eros, della sessualità, dei diritti, delle libertà individuali”: temi che – per la prima volta – sono stati affrontati secondo diversi punti di vista: ludico, scientifico, sociale e anche di spettacolo.
Un grande meeting che ha visto riunite molte fra le più importanti e storiche organizzazioni che si occupano e difendono i diritti e le libertà individuali e le principali realtà ed anche aziende che trattano questi temi ciascuna per il proprio peculiare aspetto.
Vere e proprie evoluzioni culturali e del costume che i promotori di Love Lab Officine della Felicita’ ihanno inteso affrontare in questo grande Laboratorio – Cantiere d’idee, saggiamente sottotitolato “Le officine della Felicità” insieme ai massimi esperti in materia (di costume, legali, psicologi) in maniera propositiva e tarata sul nostro Paese, delle cui peculiarità ritengono necessario tener conto evitando però i falsi moralismi.
Strutturato come evento a 360° LoveLab Officine della felicità ha affiancato alla parte scientifica, di dibattito e seminariale la parte ludico espositiva e musicale e di spettacolo mediante la creazione di un villaggio in buona parte interattivo ove il visitatore ha potuto intraprendere un “viaggio” alla scoperta di….. mostre fotografiche e pittoriche, spettacoli erotici dal vivo (dal divertente burlesque al malizioso bodypainting), l’eros nella storia (a partire dal Gabinetto Segreto di Pompei dove e’ raccontata la sessualità deiRomani).
E ancora gli intriganti toys, ormai ufficialmente sdoganati, presenti in moltissime borsette o utilizzati anche come simpatici soprammobili .
Associazioni promotrici:
I Gatti Randagi – Associazione Asx Assosex – Associazione La Rosa e le Spine – Associazione Radicale Certi Diritti – Associazione Hot Star team – Love Giver Rosso Limone
Comitato Scientifico e Culturale:
Dott. Oreste Albarano Direttore Comitato culturale di Love Lab Officine della felicita’
Dott. Igor Colucci Coordinatore e relatore area Convegni e Dibattiti
Dott. Alessandro Ronchin Responsabile nazionale Federitalia settore Self Health Healing
Luis Attanasio Area clubprivè
Antonella Cecchetto vice Presidente sez.cultura Officine della Felicita’Bologna
Katya Ferrazza Responsabile Rosso Limone Belluno
Laura Bagatella Responsabile Rosso Limone
Fabiano Lioi Musicista attore disabile
Flavio Koea Responsabile regionale Asx Assosex e coordinatore nazionale di eventi
Giancarlo Buson Asx Assosex e coordinatore area web LoveLab
Maximilian Ulivieri Giornalista e Presidente di Love Giver e Disability
Al Festa Regista cinematografico ,musicista e organizzatore di mostre sul santo Padre Pio
Francesco Malcom Trulli Attore
Dott. Chiara Camerani Criminologo istituti Cepic
Lasse Braun Regista scrittore
Maya Checchi Scrittrice ,webmaster
Dott. Moreno Costa Regista cinematografico fondatore marchio C’era l’H Bologna
Lorenzo Gnerucci Addestratore cinofilo
Dott. David Gramiccioli Premio Diritti Umani 2012
Augusto Pistilli Relazioni Esterne
Gabriella Sassone Ufficio stampa